Jo Locke
AS ABOVE, SO BELOW

PRESENTAZIONE
29 giugno 2026, ore 19:00
Via Rattazzi 10, Roma
THE SEA BETWEEN US
Proiezione del documentario e panel sulle migrazioni e le operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale

29 giugno 2026, ore 19:00
Via Rattazzi 10, Roma
Lorenzo Di Pietro
MIRAGGIO EUROPA

INAUGURAZIONE
17 giugno 2026, ore 18:30
Via Rattazzi 10, Roma
CONTACT Art Project Space presenta Miraggio Europa, reportage fotografico del giornalista investigativo Lorenzo Di Pietro, realizzato nel 2010 lungo le rotte migratorie che attraversano il Niger e il Sahara in direzione della Libia e del Mediterraneo.
A distanza di oltre 15 anni dalla sua realizzazione, Miraggio Europa torna a essere esposto non come documento storico, ma come testimonianza di una condizione che continua a interrogare il nostro tempo. Se il contesto geopolitico è mutato, le dinamiche di sfruttamento, violenza e disuguaglianza che attraversano le rotte migratorie sembrano infatti riproporsi con forza crescente, rendendo queste immagini sorprendentemente attuali.
Riproporre oggi questo lavoro significa interrogare non soltanto la memoria di una stagione politica, ma anche il presente europeo e le sue persistenti contraddizioni.
La mostra prende il nome da una delle fotografie realizzate nel deserto: un autentico miraggio, effetto ottico provocato dalla rifrazione del calore, che accompagna per giorni il cammino dei migranti nella traversata di sabbia che li separa dal Mediterraneo. Quel miraggio diventa metafora di un’Europa immaginata come promessa di salvezza, ma continuamente rinviata, distorta o negata.
La sequenza narrativa segue il viaggio dei migranti dalle periferie delle città africane, segnate dalla desertificazione e dalla povertà, fino ad Agadez, nodo cruciale delle rotte sahariane, attraversando territori controllati da trafficanti, militari corrotti e reti di sfruttamento. Le fotografie raccontano la vita nei ghetti di paglia e fango, il sistema delle estorsioni, la tratta delle donne, il deserto, i viaggi verso la Libia e il drammatico percorso di chi, dopo la detenzione e le torture subite, tenta di tornare indietro per poi ripartire ancora.
Realizzato nel gennaio 2010, il lavoro nasce in un contesto particolarmente complesso: la regione era ancora interessata dagli ultimi effetti della guerriglia tuareg e il governo del Niger aveva vietato l’accesso all’area a giornalisti e fotografi, rendendo il reportage un documento raro e difficilmente ripetibile.
Più che raccontare il momento dell’approdo sulle coste europee, Miraggio Europa concentra lo sguardo su ciò che precede quel confine: l’attesa, il viaggio, la violenza, ma anche la speranza e la capacità di resistenza di migliaia di persone costrette a cercare un futuro diverso.
In questo contesto, CONTACT Art Project Space – piattaforma curatoriale dedicata alla ricerca e alla produzione artistica contemporanea – accoglie il reportage come dispositivo di riflessione sul presente, in dialogo con la propria attenzione per i processi, la memoria e le trasformazioni del contesto urbano.
La mostra resterà aperta dal 18 giugno al 17 luglio
Micol Gelsi
con Giuseppe Di Capua e Federico Russo
THE ARCHIVE IS ALIVE

HAPPENING
8–12 giugno 2026, ore 19:00–21:00
Prenotazione obbligatoria – posti limitati
Registration required – limited capacity
FINISSAGE
13 giugno 2026, ore 18:30–21:30
Via Rattazzi 10, Roma
CONTACT Art Project Space presenta The Archive Is Alive, progetto dell’artista in residenza Micol Gelsi, sviluppato nel corso di un mese di ricerca e sperimentazione dedicato all’archivio come luogo del possibile
In riferimento al testo L’Inarchiviabile di Marco Scotini e in continuità con il progetto The Archive of the #Untamed (iper-oggetto dedicato al tema del selvatico urbano), The Archive Is Alive trasforma l’archivio in residenza in un ulteriore tentativo di immaginare forme nuove, indisciplinate e accessibili di raccolta e relazione inter-specista e inter-speciale✰.
L’archivio non viene qui concepito come luogo di conservazione, ma come organismo sensibile e generativo, costantemente ridefinito dagli incontri, dalle presenze e dalle partecipazioni che lo attraversano. È proprio attraverso il coinvolgimento di chi entra in relazione con esso che l’archivio, sospeso nella propria multidimensionalità, si attiva come dispositivo aperto, capace di produrre nuove possibilità di immaginazione e di scambio.
The Archive Is Alive costituisce la restituzione pubblica di questo processo di ricerca, articolandosi come spazio di confronto tra pratiche artistiche, narrazioni, forme di conoscenza e modalità di relazione che eccedono i confini disciplinari tradizionali.
Nella giornata conclusiva del progetto, sabato 13 giugno, la ricerca di Micol Gelsi si estenderà anche alla Casa dell’Architettura di Roma nell’ambito di Roma Contaminata (12 e 13 giugno), evento dedicato alle trasformazioni contemporanee della città, all’interno del programma CONTEMPORANEA promosso dalla Casa dell’Architettura e dall’Ordine degli Architetti di Roma e provincia. L’intervento dell’artista e la successiva attivazione di Untamed Architecture avranno luogo a partire dalle ore 20:30.
In questa occasione, The Archive of the #Untamed prenderà forma attraverso Untamed Architecture, una micro-architettura effimera e modulare concepita come dispositivo attraversabile e ambiente relazionale. Al suo interno, materiali audiovisivi e tracce del progetto saranno attivati attraverso #untamed_architecture x ambient_rave<3, una performance audiovisiva ideata e diretta da Micol Gelsi, con Stiky Verde, Federico Monte, Giuseppe Di Capua, Elisa Catalano e Paolo Rucci. Attraverso la manipolazione in tempo reale di immagini, suoni e memorie provenienti dall’archivio e da esplorazioni indisciplinate del selvatico urbano, la performance renderà visibili le relazioni tra corpi, dati, paesaggi e immaginari che attraversano il progetto.
La vicinanza tra la Casa dell’Architettura e CONTACT Art Project Space, entrambi situati nel quartiere Esquilino, consentirà al pubblico di attraversare nello stesso giorno differenti articolazioni di una medesima ricerca, sviluppata tra archivio, spazio urbano, pratiche partecipative e immaginazione ecologica.
Sebastian Ziegler
COMMAND TO FREEDOM

FINISSAGE
not the end of the show, but a further stage of the work
20 aprile 2026 – ore 17:30
Via Rattazzi 10, Roma
Nel corso della residenza presso CONTACT Art Project Space, Sebastian Ziegler ha continuato a sviluppare il proprio lavoro, producendo nuove opere che non erano presenti al momento dell’inaugurazione.
Il finissage rappresenta un ulteriore momento del progetto espositivo: un’occasione per osservare come il lavoro si sia trasformato nel tempo, nello spazio stesso della mostra.
In linea con la natura di CONTACT — spazio dedicato alla ricerca e alla produzione in continuo divenire — l’opera non è intesa come esito conclusivo, ma come parte di un processo aperto.
L’invito è rivolto anche a chi ha già visitato la mostra, per tornare a confrontarsi con una configurazione rinnovata del progetto.
Con il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia in Roma.
Helinä Hukkataival

Performance e Videoarte
Domenica 29 marzo 2026
ore 16:00-18:00
Via Rattazzi 10, Roma
INAUGURAZIONE
12 marzo 2026 – ore 17:30
Via Rattazzi 10 – Roma
con la mostra di
Sebastian Ziegler
COMMAND TO FREEDOM
13 marzo – 20 aprile 2026
“Lo spazio nasce come ambiente di attivazione e sperimentazione, proponendosi come alternativa al modello espositivo tradizionale, privilegiando pratiche orientate al processo, formati in-progress e dispositivi espositivi che rendono visibile la dimensione della ricerca”
Il 12 marzo 2026 apre a Roma, in Via Rattazzi 10, CONTACT Art Project Space, una nuova piattaforma curatoriale dedicata alla ricerca e alla produzione artistica contemporanea. Situato nel cuore dell’Esquilino — una delle aree più dinamiche e interculturali della città —lo spazio nasce come ambiente di attivazione e sperimentazione, proponendosi come alternativa al modello espositivo tradizionale, privilegiando pratiche orientate al processo, formati in-progress e dispositivi espositivi che rendono visibile la dimensione della ricerca. Qui l’opera non è intesa come esito conclusivo, ma come fase di un’indagine in continua trasformazione.
CONTACT Art Project Space rappresenta l’evoluzione di CONTACT (CONTemporaryACTion). Promossa da KAPPABIT e ideata da Marco Contini, l’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con Riikka Vainio e l’associazione culturale Lumi.
Da anni Marco Contini sviluppa percorsi di ricerca che mettono in relazione musica, letteratura e poesia, creando spazi di ascolto e confronto interdisciplinare. KAPPABIT opera tra arte, tecnologia e sperimentazione sonora con un approccio orientato alla dimensione relazionale. Riikka Vainio costruisce ponti culturali tra Finlandia e Italia, invitando artisti internazionali a dialogare con il contesto romano.
Studio, laboratorio ed esposizione convivono in una struttura aperta, favorendo l’incontro tra arti diverse, artisti e pubblico. In dialogo con la realtà multiculturale del quartiere, CONTACT Art Project Space intende attivare una relazione concreta tra pratica artistica e contesto urbano, assumendo l’azione come gesto estetico e culturale.
Mostra inaugurale – Sebastian Ziegler
L’apertura presenta il lavoro di Sebastian Ziegler, artista tedesco-finlandese la cui pratica si sviluppa tra video, scultura interattiva e installazione.
Nato a Victorville, California, e cresciuto a Bremen, Germania, Ziegler si è diplomato presso l’University of the Arts Bremen nel 2006. Dal 2011 vive e lavora in Finlandia, dove affianca alla propria ricerca artistica un’attività di organizzazione culturale. È membro di Artist Union, Arte ry, Mum ry e BBK-Bremen ed è fondatore e co-direttore di Videokaffe, collettivo internazionale dedicato al dialogo interculturale e alla sperimentazione artistica.
www.sebastianziegler.info
www.videokaffe.com
Con il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia in Roma

Dichiarazione dell’artista – “Command to Freedom”
Il cambiamento — e in particolare la necessità di cambiare — è uno dei nuclei centrali della mostra. Può sembrare paradossale parlare di libertà come di un comando: come può esistere libertà dove c’è un ordine?
Osservo i crostacei e il loro esoscheletro, che mutano per poter crescere. Una struttura dà forma, ma qual è il momento in cui una struttura non sostiene più e inizia a limitare? Quando la pressione dall’interno costringe ad abbandonare ciò che è conosciuto e sicuro per diventare vulnerabili?
Se si ignora questo momento, si rischia di esplodere. Ma esiste anche la possibilità di una trasformazione e lo spazio per un silenzioso momento di contemplazione. Le forme possono compiere un salto verso configurazioni sconosciute.
Costruisco forme geometriche in legno che collassano su sé stesse; al loro interno inserisco palloncini in lattice, osservando dove si trovi l’equilibrio.
